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James Brown, detto anche il Godfather of Funk, è l'inventore indiscusso della musica funk
Fela Kuti e il suo gruppo Africa '70 hanno dato creato un nuovo genere musicale - Afrobeat

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Le Origini della Musica Funky

La musica funky nasce negli Stati Uniti verso la fine degli anni ’50, come risultato di un miscela di soul, blues, jazz e R&B… un poker di stili il cui risultato è un genere musicale ritmico e ballabile. Una delle caratteristiche principali che rappresenta e distingue il funk dai precedenti generi musicali è il “groove”, ovvero la presenza di riff ripetitivi ed accattivanti, dove il basso elettrico e la batteria prevalgono sulla melodia e sull’armonia. Le progressioni di accordi tipiche del jazz e del blues vengono sostituite con riff semplici (vamp), basati spesso su un solo accordo, dando quindi molto più spazio alle strutture ritmiche piuttosto che all’armonia. Gli strumenti musicali tipici sono la chitarra elettrica con un sound leggermente distorto, il basso elettrico, la batteria e le tastiere Hammond. Spesso vengono introdotti gli strumenti a fiato, in particolare la tromba e i sassofoni. C’è, infatti, molto spazio per gli assoli e improvvisazioni, ruolo generalmente attribuito agli strumenti a fiato.

Il termine funk, e l'aggettivo relativo funky, nel gergo afroamericano, indicano un odore forte e generalmente acre, dando una connotazione rozza e ruvida al genere musicale. Si dice che il primo musicista ad utilizzare l’aggettivo “funky” fu Earl Palmer, uno dei più celebri batteristi della storia della musica moderna. Egli utilizzò il termine “funky” per descrivere un genere musicale più sincopato e ritmico del soul classico.

Nelle seguenti pagine, parleremo dei vari sottogeneri e dell’evoluzione della musica funk, dagli anni ’60 ai giorni nostri, con alcuni esempi. Parleremo anche di eventi culturali organizzati nel nostro territorio. Buon ascolto!

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